Trusty Replica Patek Philippe Celebra Il 175° Anniversario Presentando Edizioni Limitate USA falso

Comunicato stampa

Per il 175° Anniversario la Maison crea serie limitate omaggiando l’Alta Orologeria di Ginevra attraverso le sue competenze.

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Se la storia di Patek Philippe, da 175 anni, è intimamente legata a Ginevra, la storia dell’arte orologiera, da 400 anni, è in stretta relazione con numerose abilità e competenze artigianali. Molte di queste specialità hanno trovato rifugio a Ginevra – città cosmopolita – durante i vari capovolgimenti storici acquisendo una rinomanza mondiale a fianco dell’orologeria.

Al fine di perpetuare questo retaggio, Patek Philippe si è sempre adoperata affinché le casse, bracciali e quadranti dei suoi segnatempo offrano un supporto di qualità ai mestieri di alto artigianato come l’incisione, il guillochage le diverse tecniche di smaltatura (cloisonné, champlevé, miniatura su smalto, flinqué – smalto traslucido su un decoro guilloché – plique à jour, “aperto alla luce”), l’intarsio, la gioielleria, la scheletratura dei movimenti ed altre arti collegate – perfino negli anni dal 1950 fino alla fine del XX secolo, quando la domanda per orologi di questo tipo era fortemente calata.

A partire dagli anni ‘40, la famiglia Stern – proprietaria di Patek Philippe – si è anche dedicata a collezionare le più belle testimonianze di mestieri di alto artigianato. Nel 2001 è stato inaugurato a Ginevra il Patek Philippe Museum, un museo privato dove il pubblico può ammirare questi pezzi eccezionali accanto ad un’importante collezione di orologi portatili dal XVI secolo ai nostri giorni.

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Ma Philippe Stern, attuale presidente onorario della manifattura e suo figlio Thierry, presidente, hanno sempre saputo che i savoir-faire indispensabili per realizzare questi capolavori non potevano sopravvivere semplicemente con l’esposizione al museo. Occorreva invece praticarli tutti i giorni, farli progredire e tramandarli da una generazione all’altra. Senza paura di rischiare e con molto impegno, sono riusciti a risvegliare l’interesse per tutti i tradizionali mestieri ginevrini di alto artigianato ed a far aumentare la richiesta di orologi finemente decorati.

Facendo appello agli ultimi veri maestri di queste arti, assicurando il passaggio delle consegne alle più giovani generazioni, è stato possibile salvare queste tecniche dall’estinzione, almeno per il prossimo futuro. Nel frattempo, gli orologi di alto artigianato hanno talmente riacquistato successo che i loro acquirenti devono far prova di altrettanta pazienza quanta ne hanno gli artigiani che li realizzano interamente a mano.

Per celebrare il suo 175° anniversario, Patek Philippe rivela una ricca serie di segnatempo “Mestieri di alto artigianato” in edizioni limitate che rendono omaggio a tutti questi savoir-faire divenuti rari. E quale miglior tema se non la città di Ginevra, con il suo panorama urbano, i suoi abitanti e la sua famosa rada? È qui che Antoine Norbert de Patek ha trovato rifugio nel 1835 ed è qui che, quattro anni dopo, ha fondato la manifattura, ribattezzata nel 1851 «Patek, Philippe & Cie» in seguito all’arrivo del geniale orologiaio francese Jean-Adrien Philippe. Da allora la società è sempre rimasta fedele a Ginevra e la sua sede originaria si trova in Rue du Rhône, con vista sul lago.

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Il presidente onorario Philippe Stern ha praticato a lungo la nautica, ed è divenuto uno dei regatanti più considerati del lago Lemano. Questo lago è anche celebre per le sue barche, tradizionalmente dotate di vele latine triangolari, nonché per la regata del Bol d’Or, una delle più importanti competizioni a vela in acqua dolce d’Europa. Questi sono alcuni dei soggetti che, realizzati facendo ricorso a diverse tecniche artigianali, adornano una collezione di una quarantina di modelli realizzati in pezzi unici o in edizioni limitate create specificamente per il 175° anniversario di Patek Philippe.

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40 capolavori per il 175° che faranno epoca

Non lesinando alcuno sforzo per celebrare il suo 175° anniversario, Patek Philippe ha mobilitato da parecchi anni i migliori specialisti, al fine di trasformare una quarantina di segnatempo commemorativi in veri capolavori di alto artigianato. Sono nate così una ventina di orologi da polso, una ventina di pendolette Dôme e orologi da tasca (con supporti speciali assortiti per ogni orologio) che mettono al posto d’onore tutti i savoir-faire tradizionali più raffinati, tra cui le diverse forme di smaltatura, l’incisione, l’intarsio in legno, il guillochage, la gioielleria e le tecniche miste.

L’incisione

Bulini, punteruoli ed altre punte metalliche con manico di legno : gli utensili dell’incisore testimoniano le radici secolari della più antica forma d’arte decorativa utilizzata per abbellire gli orologi. Nelle mani abili di un esperto, essi trasformano la cassa di un orologio da tasca in un’opera d’arte pazientemente scolpita, con un gesto dopo l’altro, animata da giochi di luce. Le tecniche più frequentemente usate sono la taille douce (l’intaglio), il bassorilievo e l’altorilievo. Se nel 1789 Ginevra poteva contare circa duecento incisori in attività, oggi non sono più di una modesta dozzina.

La smaltatura

Il termine smaltatura comprende un grande ventaglio di tecniche tradizionali usate per decorare esemplari Patek Philippe eccezionali. La più sofisticata è il famoso dipinto in miniatura su smalto. Questa specialità ginevrina consente di riprodurre quadri di grandi dimensioni nelle dimensioni di un orologio, con una ricchezza di dettagli incredibile. Occorrono parecchi mesi all’artigiano per realizzare un capolavoro di questa natura, mediante pennelli minuscoli, un’ampia tavolozza di smalti e numerosi passaggi al forno.

Lo smalto cloisonné consente di creare splendidi decori policromi. La tecnica consiste nel tracciare un motivo mediante un sottile filo d’oro (da 0,05 a 0,10 mm di spessore), riempiendo poi gli alveoli così creati con polveri di smalto di colori diversi, che vengono poi vetrificate mediante passaggi successivi al forno. Nello smalto champlevé gli alveoli che compongono il disegno vengono scavati nel metallo, poi riempiti di smalto e passati al forno a più di 800°C. Nello smalto flinqué, l’artigiano posa dello smalto traslucido sopra un supporto metallico precedentemente guilloché o inciso, il che permette di creare giochi di luce a forma di raggi solari o di onde.

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La quinta tecnica tradizionale usata da Patek Philippe si chiama il plique-à-jour, che ricorda le vetrate delle cattedrali. In questo caso gli alveoli vengono traforati nel metallo e poi riempiti di smalti traslucidi e passati al forno. A questi si aggiunge lo smalto paillonné che consiste nell’integrare minuscoli motivi in foglia d’oro o d’argento. Questi “paillons” vengono ritagliati nel metallo ultra-sottile, poi posati – a seconda del decoro – sullo strato di smalto inferiore, generalmente di colore scuro. L’artigiano li ricopre poi con uno strato di smalto costituito per lo più da “fondente” traslucido, che rafforza il loro splendore e li protegge dalle influenze esterne (come l’ossidazione per la foglia d’argento).

La grisaille

La tecnica della grisaille, uscita dalla scuola di Limoges, è apparsa durante il Rinascimento e fa parte dei tipi di decorazione oggi più raramente utilizzati per i quadranti. A metà strada tra la pittura e il disegno a tratto, si presenta come un disegno monocromatico eseguito con un pennello. L’artigiano lavora con il “bianco di Limoges” su un fondo smaltato di colore scuro, molto spesso nero. Utilizza pennelli di estrema finezza, come un ago, per tirare linee dello spessore di un capello. A seconda della complessità del soggetto, il bianco di Limoges viene posato a strati molto sottili (3, 4, 8, o anche più), che permettono di creare fini gradazioni dal nero al bianco, passando per tutte le tonalità dei grigi.

Il guillochage

Il guillochage è una tecnica di incisione meccanizzata che consente di creare motivi regolari, come linee, onde o cerchi. La macchina per eseguire il guilloché sembra un tornio. Essa possiede una testa con una pinza per fissare il pezzo da lavorare, la cui rotazione è pilotata da diverse camme. Appoggiando il bulino sul pezzo in movimento, l’artigiano crea un determinato decoro a seconda della camma usata. Patek Philippe possiede da sempre un suo reparto di guillochage dotato di macchine che superano il secolo e mezzo di età, le quali, perfettamente mantenute, permettono ancor oggi di realizzare dei guillochage a mano di eccellente qualità.

L’intarsio in legno

Il prodotto di questo mestiere di alto artigianato si presenta come una specie di mosaico in legno, che può essere arricchito con inserti in metalli nobili. Per ornare un quadrante, le tessere del mosaico devono essere estremamente piccole, allo scopo di offrire una grande ricchezza di dettagli. I maestri intarsiatori usano superfici lignee molto sottili tratte da più di 120 essenze di colori e strutture diversi. Queste superfici vengono ritagliate a mano con una sega a lama ultra-fine; le tessere così ottenute sono poi pazientemente assemblate per comporre il motivo desiderato. Per realizzare un solo quadrante a intarsio di questi orologi può occorrere fino a un mese di lavoro.

L’alta gioielleria

Intanto, nel 1932, la Patek Philippe era passata di mano, acquistata dai fratelli Charles and Jean Stern, che svilupperanno l’elegante modello Calatrava e il primo orologio da polso con i 24 fusi orari. Nel 1989 si festeggia un’altra pietra miliare, il Calibro 89, presentato in occasione del 150° anniversario di attività. Nove anni di lavoro tra progettazione e costruzione, 1728 pezzi rifiniti a mano e ben 33 complicazioni, tra cui il calendario secolare perpetuo: ad oggi questo orologio astronomico è il più complesso della casa ginevrina.Nel 1993, le redini ancora saldamente nelle mani di casa Stern, l’azienda investe in un’imponente progetto di comunicazione. Nasce la campagna Generazioni: “Un Patek Philippe non si possiede mai completamente” – recita lo slogan – Semplicemente si custodisce”.La strategia punta dritta al cuore, un esemplare della rinomata casa ginevrina non invecchia mai, “segna” il tempo, ma è “senza” tempo. Il segreto è nella ineguagliabile qualità, sapiente mix di maestria artigianale e tecnologia, e nell’inconfondibile design, estrema sintesi di classicità e modernità.Le meravigliose collezioni dell’unica manifattura a gestione familiare – dal 2009 il presidente è Thierry Stern – rimasta a testimoniare l’antica vocazione orologiaia ginevrina, sono in mostra nel “Patek Philippe Museum”, inaugurato a Ginevra nel 2001. Mentre chi si trova a Milano può ammirare e scegliere il proprio Patek Philippe nella più grande e sontuosa boutique monomarca europea appena inaugurata dai maestri orologiai nel cuore della città, in via Pietro Verri 9.

La gioielleria comprende diverse tecniche di incastonatura sofisticate, di cui Patek Philippe ha la perfetta padronanza. Per i pezzi unici fabbricati nei suoi laboratori, la manifattura utilizza tutti i vari metodi di incastonatura delle pietre preziose – il «serti grain» (micro-incastonatura a graffe), il «serti neige» o «aleatorio» (incastonatura casuale di pietre di dimensioni diverse), il «pavage» (copertura in diamanti di una superficie), nonché il molto raffinato «serti invisible» (fissaggio su un reticolo di pietre intagliate alla base, senza castoni) che è il culmine dell’arte della gioielleria, affidato solo ai migliori specialisti. Il regolamento del Sigillo Patek Philippe prescrive che tutte le pietre siano incastonate a regola d’arte.

Per maggiori informazioni visitate il sito http://www.patek.com

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